In Gazzetta UE la Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità

17 dicembre 2022
Le norme prescrivono una rendicontazione più completa di quella attuale, riconosciuta come carente e non in grado di soddisfare pienamente le esigenze informative degli stakeholder. La nuova direttiva estende il perimetro di rendicontazione introducendo il cosiddetto principio di doppia materialità (double materiality), che impone sia la rappresentazione dell'impatto delle attività aziendali sull'ambiente e la società (impact materiality) sia quella degli effetti dei fattori di sostenibilità (Esg) sulla situazione economica e finanziaria dell'impresa (financial materiality).
Ulteriore elemento di complessità riguarda l'estensione del perimetro di rendicontazione a tutta la catena del valore, inclusa quella di fornitura. Si tratta di un potenziale superamento del confine informativo, normalmente delimitato dall'area di consolidamento, che introduce un elemento di criticità connesso alla raccolta e alla verificabilità dei dati. La Csrd, oltre a estendere i contenuti dell'informativa non finanziaria, prevede che sia la Commissione europea, sulla base della consulenza tecnica fornita dall’EFRAG, a emanare i principi di rendicontazione di sostenibilità. La Commissione Ue adotterà la prima serie di norme entro giugno 2023. L'informativa dovrà essere assoggettata a un controllo e una certificazione indipendenti per assicurare l'affidabilità dei dati divulgati. La dichiarazione sulla sostenibilità sarà equiparata a quella finanziaria e occuperà una sezione dedicata della relazione sulla gestione aziendale.

Vi sarà un’applicazione progressiva sulla base della dimensione di società. Infatti l’applicazione della CSRD avverrà tra il 2024 e il 2028 nel seguente modo:

- dal 1° gennaio 2024 per le grandi imprese di interesse pubblico (con più di 500 dipendenti) già soggette alla direttiva sulla dichiarazione non finanziaria, con scadenza della pubblicazione dei dati nel 2025;

- dal 1° gennaio 2025 per le grandi imprese non ancora soggette alla direttiva sulla dichiarazione non finanziaria (con più di 250 dipendenti e/o 40 milioni di euro di fatturato e/o 20 milioni di euro di attività totali), con scadenza nel 2026;

- dal 1° gennaio 2026 per le PMI e le altre imprese quotate, con scadenza nel 2027. Le PMI possono scegliere di derogare, motivando la deroga, fino al 2028.
 


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