Legge di Bilancio 2026: ritorna l’iperammortamento per gli investimenti digitali ed energetici

30 dicembre 2025
La Legge di Bilancio 2026 ha reintrodotto l’iperammortamento per determinati investimenti digitali ed energetici effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Il beneficio non è un credito d’imposta: consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente rilevante dei beni, che aumenta le quote di ammortamento o i canoni di leasing deducibili ai fini delle imposte sui redditi.

Che cos’è il nuovo iperammortamento?

La misura reintroduce la logica dell’iperammortamento: il beneficio non è un credito d’imposta utilizzabile in compensazione tramite modello F24, ma una maggiorazione del costo fiscalmente rilevante, con effetto sulla deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria ai fini delle imposte sui redditi.

Quali investimenti sono agevolati?

La disciplina si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Sono interessati i nuovi beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale, individuati negli Allegati IV e V alla Legge n. 199/2025, nonché specifici investimenti nell’autoproduzione e nell’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

Quanto può valere la maggiorazione?

Per i beni materiali agevolabili e per gli investimenti in autoproduzione, la maggiorazione del costo è articolata per scaglioni e può arrivare al 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro. La concreta fruizione dell’agevolazione richiede il rispetto dei requisiti tecnici, dell’interconnessione ove prevista e degli obblighi documentali stabiliti dalla disciplina attuativa.

Cosa dovrebbe fare l’impresa?
Quali sono i riferimenti normativi e di prassi?

Riferimenti normativi: Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 427-436. La disciplina è stata successivamente attuata e coordinata con il Decreto interministeriale 7 maggio 2026 e con i successivi decreti direttoriali MIMIT.


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