Crediti d’imposta R&S, Innovazione e Design: assistenza, documentazione e certificazione

Lo Studio assiste le imprese nella verifica, quantificazione e documentazione dei crediti d’imposta relativi alle attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica, con particolare attenzione alla corretta qualificazione dei progetti e delle spese ammissibili.
 
La disciplina vigente distingue le diverse tipologie di attività. Nel 2026:
  • per le attività di ricerca e sviluppo, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 10% della base di calcolo, nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2031;
  • il credito ordinario per innovazione tecnologica, compresa l’innovazione 4.0 e green, si è concluso con il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025;
  • per le attività di design e ideazione estetica, la disciplina è stata nuovamente prevista per il 2026 con un credito del 10% delle spese ammissibili, fino a 2 milioni di euro per impresa e nel limite complessivo delle risorse stanziate. La misura 2026 prevede una specifica procedura di prenotazione e completamento.
Dalla qualificazione del progetto alla documentazione
 
Lo Studio fornisce assistenza in:
  • verifica dell’ammissibilità delle attività svolte;
  • individuazione e quantificazione delle spese agevolabili;
  • calcolo del credito d’imposta;
  • predisposizione e verifica della documentazione tecnica e contabile;
  • supporto alla certificazione contabile delle spese;
  • predisposizione del fascicolo documentale da conservare in caso di controllo;
  • valutazione dell’opportunità di ricorrere alla certificazione delle attività di R&S, innovazione e design prevista dall’art. 23 del D.L. 73/2022.
La corretta qualificazione delle attività è particolarmente importante: ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design rispondono a criteri differenti e non è sufficiente che un progetto sia genericamente “innovativo” per rientrare nella relativa disciplina.
 
Certificazione contabile e certificazione delle attività
 
È opportuno distinguere due profili.
  1. La certificazione contabile riguarda l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili ed è richiesta dalla disciplina del credito d’imposta. Per le imprese non soggette per legge alla revisione legale, il costo sostenuto per la certificazione può concorrere, entro i limiti previsti, alla determinazione del beneficio.
  2. Diversa è la certificazione facoltativa delle attività, introdotta dall’art. 23 del D.L. 73/2022, finalizzata a qualificare preventivamente le attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica. Il MIMIT ha reso operativi l’Albo dei certificatori, i modelli e le Linee Guida per la qualificazione delle attività.
Una corretta impostazione del progetto e della documentazione può quindi contribuire a ridurre il rischio di contestazioni sulla spettanza del credito.
 
Il servizio si integra con le competenze dello Studio in materia di Patent Box, consulenza fiscale e bilanci e revisione legale, consentendo di coordinare gli aspetti fiscali, contabili e documentali degli investimenti in ricerca e innovazione.
 
Se la tua impresa svolge attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design o ideazione estetica e vuoi verificare la corretta applicazione del credito d’imposta o la documentazione disponibile, puoi richiedere un primo incontro con lo Studio scrivendo a c.orsini@studiassociato.it.