Il 21 settembre 2026 sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea due nuovi regolamenti delegati che modificano in modo significativo il quadro europeo della rendicontazione di sostenibilità.
Il
Regolamento delegato (UE) 2026/1560 introduce uno standard di sostenibilità ad uso volontario per le imprese non soggette agli obblighi di rendicontazione, mentre il
Regolamento delegato (UE) 2026/1563 introduce una versione semplificata degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) destinati alle imprese obbligate.
Le nuove regole incidono anche sul modo in cui le imprese organizzano
bilanci e informativa aziendale, soprattutto quando devono rispondere a richieste provenienti da clienti, banche, investitori e gruppi di maggiori dimensioni.
Uno standard volontario anche per le imprese non obbligate
La novità potenzialmente più interessante per le PMI è rappresentata dal nuovo standard volontario, sviluppato sulla base del VSME elaborato dall’EFRAG.
Lo standard è destinato alle imprese che non superano, alla chiusura dell’esercizio, una media di 1.000 dipendenti nell’esercizio precedente ed è concepito in modo proporzionato rispetto agli ESRS applicabili alle imprese soggette all’obbligo.
La rendicontazione resta volontaria, ma può rispondere a esigenze molto concrete. Il regolamento individua infatti tra le finalità dello standard quella di consentire alle imprese di fornire informazioni sulla sostenibilità richieste da clienti inseriti nella catena del valore, banche e investitori, oltre a favorire una migliore gestione interna dei temi ambientali e sociali.
Per molte PMI, quindi, il tema della sostenibilità può assumere rilievo anche in assenza di un obbligo diretto di rendicontazione.
Il limite alle richieste lungo la catena del valore
Il Regolamento 2026/1560 introduce inoltre il cosiddetto “limite per la catena del valore”: le imprese soggette alla rendicontazione obbligatoria non possono richiedere alle imprese della propria catena del valore, entro il perimetro previsto dal regolamento, informazioni superiori a quelle individuate dal nuovo standard volontario.
Questa previsione è destinata a diventare particolarmente importante nei rapporti tra grandi imprese e fornitori di minori dimensioni e si applicherà agli esercizi aventi inizio dal 1° gennaio 2027.
ESRS semplificati per le imprese obbligate
Parallelamente, il Regolamento delegato (UE) 2026/1563 rivede gli ESRS introdotti nel 2023, con l’obiettivo di ridurre e semplificare gli obblighi informativi. La revisione riduce il numero delle informazioni richieste e rende più chiara l’applicazione degli standard, pur mantenendo il principio della doppia rilevanza.
Per gli esercizi iniziati nel corso del 2026 sono inoltre previste disposizioni transitorie che consentono, alle condizioni stabilite dal nuovo regolamento, l’utilizzo dei precedenti ESRS o dei nuovi standard semplificati.
La qualità del reporting richiede inoltre coerenza con i
sistemi di controllo e con i processi attraverso i quali vengono raccolte e validate le informazioni aziendali.
Perché la novità interessa anche le PMI
Il nuovo quadro europeo sembra quindi distinguere più nettamente tra rendicontazione obbligatoria e informativa volontaria, cercando al tempo stesso di rendere più sostenibile il flusso di informazioni richiesto lungo le filiere.
Per le imprese non obbligate, l’adozione volontaria dello standard può diventare uno strumento utile nei rapporti con clienti, banche, investitori e altri stakeholder, purché l’informativa sia proporzionata alle dimensioni dell’impresa e coerente con i dati utilizzati per la
pianificazione e il controllo di gestione.